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venerdì 8 marzo 2013

Sigarette elettroniche: utili o dannose?


Per ora l'unica cosa certa riguardo alle sigarette elettroniche è che i negozi che le vendono sono gli unici che vanno controcorrente rispetto alla crisi: hanno aperto a centinaia in Italia mentre molti altri punti vendita chiudevano. Ma la moda del momento costituisce davvero un buon supporto per chi decide di dire addio al viziaccio?
Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, che ha appena presentato un parere al ministero della Salute, basato sui risultati di 37 studi scientifici mondiali, non solo non c'è certezza che la sigaretta elettronica aiuti a smettere, ma non vi sono prove sufficienti nemmeno che sia innocua e addirittura c'è il rischio che induca al fumo i giovanissimi che le vere bionde non le hanno mai nemmeno provate.

Il direttore dell'Osservatorio Fumo alcol e droga dell'Iss, Roberta Pacifici, spiega che da parte dell'Istituto vi è un "atteggiamento di prudenza nei confronti di un prodotto di cui si conosce poco l'efficacia per smettere di fumare ma anche il grado di tossicità". Certo, il contenuto di nicotina di questi prodotti (di cui sono previste diverse concentrazioni) è comunque molto più basso rispetto a una sigaretta tradizionale, che ha un livello di tossicità più elevato anche perché "con la combustione produce oltre 400 sostanze per la maggior parte cancerogene e assolutamente tossiche".
Quindi ricapitolando: non si sa se aiutino davvero a smettere, anche perché qualunque ex-fumatore sa che una delle cose più difficili è disabituarsi al gesto, cosa che la e-cigarette non aiuta a fare. Non è chiaro a quali rischi espongano i consumatori, nel senso che non ci sono ancora dati certi sul livello di tossicità di questi prodotti. Infine, per chiudere in bellezza, l'Iss ritiene che le sigarette elettroniche, rappresentando un oggetto alla moda, possano costituire una "porta d'ingresso" verso il fumo delle sigarette tradizionali. Anche qui  però non c'è nessuna certezza, piuttosto si tratta "di uno scenario ipotizzato da alcuni dati di studio, che non ha però evidenze certe".
Mentre in molti paesi europei, dal Belgio all'Estonia, dalla Danimarca alla Germania, dal Portogallo alla Svezia, le sigarette elettroniche contenenti nicotina sono gestite integralmente o parzialmente come prodotti farmaceutici, e in Francia sono regolamentate solo se utilizzate a scopo terapeutico per smettere di fumare, da noi il loro inquadramento è molto più sfumato. Il Ministero della salute nel febbraio 2010 ha emanato prescrizioni per l'etichettatura di tutti i prodotti, in particolare relativamente alla concentrazione di nicotina, alla presenza dei simboli di tossicità e alla necessità di tenere tali prodotti lontano dai bambini. La loro vendita è inoltre vietata ai minori di 16 anni.
L'Istituto Superiore di Sanità, dal canto suo, riprende il parere dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ritiene che sebbene i produttori vendano gli ENDS (Electronic Nicotine Delivery System) come dispositivi per smettere di fumare, ad oggi non esiste evidenza scientifica sufficiente a stabilirne la sicurezza d'uso e l'efficacia come metodo per la disassuefazione da fumo e andrebbero regolamentati come dispositivi medici o prodotti farmaceutici e non come prodotti da tabacco.
Il parere arriva dopo gli ultimi sequestri realizzati dai carabinieri dei Nas a Genova e un incidente avvenuto sempre nel capoluogo ligure a un ragazzo al quale è esplosa nelle mani la sigaretta elettronica che stava caricando, causandogli bruciature agli occhi e al volto.

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