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lunedì 25 marzo 2013

Le Iene e gli sciacalli in ospedale--- Il caso del piccolo Federico: per operarsi in tempi brevi, secondo un chirurgo del "Bambino Gesù" l'unica soluzione era ricorrere al privato. Ma al "Gemelli" è stato operato gratis

Le Iene e gli sciacalli in ospedaleSe non puoi aspettare, l’unica soluzione è pagare. Le Iene smascherano alcuni medici della sanità pubblica: invece di seguire i principi del giuramento di Ippocrate, speculano sulla salute dei pazienti, costringendoli di fatto a ricorrere alle operazioni private, a caro prezzo, per curarsi.  ”Consigliate” come l’unico modo per evitare attese infinite, incompatibili con la malattia. Protagonista del servizio è Federico, un bambino di nove anni nato con una rara malformazione alla testa, la craniostenosi. Si è operato all’ospedale “Gemelli” di Roma e adesso sta bene: ma è rimasto “vittima” del tentativo di truffa e del comportamento scorretto da parte di un chirurgo dell’ospedale pediatrico “Bambino Gesù”.LE IENE E GLI SCIACALLI IN OSPEDALE: IL CASO DI FEDERICO – La madre di Federico, Sara, spiega a Giulio Golia delle Iene in cosa consisteva la malformazione del figlio: con la craniostenosi avviene una fusione precoce di una o più suture craniche del neonato, che determina uno sviluppo anomalo del cranio e del cervello e può causare deformità, asimmetrie nello sviluppo facciale o ritardo mentale. Un caso che richiede un’operazione in tempi rapidi: “Al quarto mese o massimo al sesto”, spiega la madre. Federico aveva già sette mesi, quindi non c’era tempo da perdere, tanto che i genitori si sono subito precipitati all’ospedale  pediatrico “Bambino Gesù”. Qui il chirurgo ha prospettato alla famiglia tempi troppo lunghi: “Lo avrebbero operato a giugno o luglio, quando Federico avrebbe già compiuto un anno”. Troppo tardi. Nessun altra soluzione possibile? “Ci ha spiegato che potevamo soltanto andare a Boston. Oppure ricorrere all’operazione privata, con la stessa equipe dell’ospedale, in una struttura convenzionata”, ha rivelato la madre. Tutto alla modica cifra di 38 mila euro. In questo caso i tempi d’attesa, come per magia, scomparivano: “Lo avrebbero operato la settimana successiva”, si spiega nel servizio.
LE IENE E LA TRUFFA IN OSPEDALE – I genitori di Federico non vogliono sottostare al ricatto: non credono al professore e decidono di andare a chiedere all’ospedale vicino, il “Gemelli”, dove il bambino viene operato gratis in una settimana. Altro che Stati Uniti. “Ma se la stessa operazione la facevano al “Gemelli”, perché non lo hanno comunicato alla famiglia?”, denuncia Golia, che evidenzia come l’equipe del “Bambino Gesù” non poteva non sapere dell’alternativa. Il padre ha anche registrato come prova un incontro con il chirurgo: “Il bambino ha una craniostenosi sagittale, che di solito si opera tra i 4 e i 5 mesi di vita, per avere risultati migliori”, spiega il medico. Il chirurgo aggiunge:  ”Più ci si allontana da quella data, maggiori sono i rischi: ma il primo spazio disponibile è a luglio, perché ho già dei bambini programmati”. E le alternative? “Andare negli Stati Uniti, Los Angeles o Boston”. In Italia il chirurgo spiega di “non poter consigliare nessun altro ospedale” che fosse in grado di portare avanti l’operazione: né Firenze, né il Gaslini di Milano. O lo stesso “Gemelli”, dove poi Federico si è invece operato, spiega Golia.  Per il chirurgo, per evitare attese e pericoli, l’unica via d’uscita era quella di ricorrere all’operazione privata, con la stessa equipe dell’ospedale, ma in una struttura convenzionata. E a caro prezzo. “Per non smentirsi, il chirugo manda pure una mail con il preventivo di 38 mila euro per l’operazione alla famiglia di Federico”.

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