LE IENE E LA TRUFFA IN OSPEDALE – I genitori di Federico non vogliono sottostare al ricatto: non credono al professore e decidono di andare a chiedere all’ospedale vicino, il “Gemelli”, dove il bambino viene operato gratis in una settimana. Altro che Stati Uniti. “Ma se la stessa operazione la facevano al “Gemelli”, perché non lo hanno comunicato alla famiglia?”, denuncia Golia, che evidenzia come l’equipe del “Bambino Gesù” non poteva non sapere dell’alternativa. Il padre ha anche registrato come prova un incontro con il chirurgo: “Il bambino ha una craniostenosi sagittale, che di solito si opera tra i 4 e i 5 mesi di vita, per avere risultati migliori”, spiega il medico. Il chirurgo aggiunge: ”Più ci si allontana da quella data, maggiori sono i rischi: ma il primo spazio disponibile è a luglio, perché ho già dei bambini programmati”. E le alternative? “Andare negli Stati Uniti, Los Angeles o Boston”. In Italia il chirurgo spiega di “non poter consigliare nessun altro ospedale” che fosse in grado di portare avanti l’operazione: né Firenze, né il Gaslini di Milano. O lo stesso “Gemelli”, dove poi Federico si è invece operato, spiega Golia. Per il chirurgo, per evitare attese e pericoli, l’unica via d’uscita era quella di ricorrere all’operazione privata, con la stessa equipe dell’ospedale, ma in una struttura convenzionata. E a caro prezzo. “Per non smentirsi, il chirugo manda pure una mail con il preventivo di 38 mila euro per l’operazione alla famiglia di Federico”.
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lunedì 25 marzo 2013
Le Iene e gli sciacalli in ospedale--- Il caso del piccolo Federico: per operarsi in tempi brevi, secondo un chirurgo del "Bambino Gesù" l'unica soluzione era ricorrere al privato. Ma al "Gemelli" è stato operato gratis
LE IENE E LA TRUFFA IN OSPEDALE – I genitori di Federico non vogliono sottostare al ricatto: non credono al professore e decidono di andare a chiedere all’ospedale vicino, il “Gemelli”, dove il bambino viene operato gratis in una settimana. Altro che Stati Uniti. “Ma se la stessa operazione la facevano al “Gemelli”, perché non lo hanno comunicato alla famiglia?”, denuncia Golia, che evidenzia come l’equipe del “Bambino Gesù” non poteva non sapere dell’alternativa. Il padre ha anche registrato come prova un incontro con il chirurgo: “Il bambino ha una craniostenosi sagittale, che di solito si opera tra i 4 e i 5 mesi di vita, per avere risultati migliori”, spiega il medico. Il chirurgo aggiunge: ”Più ci si allontana da quella data, maggiori sono i rischi: ma il primo spazio disponibile è a luglio, perché ho già dei bambini programmati”. E le alternative? “Andare negli Stati Uniti, Los Angeles o Boston”. In Italia il chirurgo spiega di “non poter consigliare nessun altro ospedale” che fosse in grado di portare avanti l’operazione: né Firenze, né il Gaslini di Milano. O lo stesso “Gemelli”, dove poi Federico si è invece operato, spiega Golia. Per il chirurgo, per evitare attese e pericoli, l’unica via d’uscita era quella di ricorrere all’operazione privata, con la stessa equipe dell’ospedale, ma in una struttura convenzionata. E a caro prezzo. “Per non smentirsi, il chirugo manda pure una mail con il preventivo di 38 mila euro per l’operazione alla famiglia di Federico”.
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